Cantanti italiani in Polonia, conosciamo Alberto Amati

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Da quando vivo a Varsavia mi sono resa conto che diversi cantanti italiani in Polonia sono molto amati.

Proprio da questa mia ultima parola ho pensato di cominciare una rubrica per presentarvi alcuni cantanti italiani in Polonia che conosco personalmente.

Oggi vi presento Alberto Amati, ma prima di raccontarvi un pò di lui, posso affermare con tranquillità che i più seguiti in terra polacca sono Toto Cutugno, Albano e Romina, oltre a Drupi che ormai vive in Polonia da tanti anni.

Sono molto seguiti anche i Ricchi e Poveri, Umberto Tozzi, Pupo, Laura Pausini ed Eros Ramazzotti, che verrà in concerto a Varsavia ad ottobre 2019, ed io ho già il biglietto!!!

Pensate che dopo qualche mese che mi ero trasferita a vivere a Varsavia andai a comprare frutta e verdura ad Hala Mirowska, il famoso mercato storico di Varsavia, e un fruttivendolo mi salutò cantando “O’ sole mio”. In Polonia sono famosi anche i brani “Volare”, “Azzurro” e “Caruso”.

cantanti italiani in Polonia Amati Alberto
Alberto Amati

Come dicevo vorrei presentarvi uno dei cantanti italiani in Polonia che conosco e che vive qui da otto anni: Alberto Amati, che dice di aver “conosciuto tanta brava gente polacca che ama tutto ciò che è italiano, e mi fa sentire orgoglioso di esserlo”.

Si è trasferito in Polonia dopo aver conosciuto l’Olanda, che è il suo Paese europeo preferito, la Germania e la Repubblica Ceca.

Non ho viaggiato molto nella mia vita, ho sempre fatto poche vacanze. Qui ho tanti contatti con i connazionali, ma le amicizie vere le ho con pochi, ma buoni. La Polonia  mi ha adottato subito, bene e senza pregiudizi”.

Alberto è di Ravenna, la bellissima città dell’ Emilia Romagna a due passi dal mare Adriatico, città bizantina famosa per i bellissimi mosaici. Però le sue origini sono pugliesi, infatti, i genitori sono salentini.

Mio padre emigrò negli anni 50 per lavorare in fabbrica dopo un lungo servizio militare. Ho la fortuna di avere ancora mamma e papà, due ultra ottantenni che vivono in Italia e quando posso vado a trovarli”.

Anche Alberto, come me e come tanti altri italiani, ha avuto difficoltà ad imparare il polacco.

Alberto Amati
Ognuno impazzisce a modo suo studiando il polacco!!!

Fin da subito ho frequentato un corso privato di polacco, per sei mesi, e non avendo trovato un corso di polacco-italiano ne ho frequentato uno di inglese-polacco. Poi ho proseguito parlando con la gente, leggendo e traducendo. Tutt’ora comunque sbaglio tante cose, in special modo queste simpatiche declinazioni che non mi entrano mai in testa. I polacchi comunque apprezzano gli sforzi che facciamo, non bisogna vergognarsi di sbagliare e fare brutte figure, al massimo può scappare una risata, che non fa mai male.”

Almeno una volta l’anno Albi, per gli amici, va a trovare i genitori, dato che la mamma soffre molto la lontananza e così si incontra anche con la sorella, più grande di lui, di cui dice “a cui voglio molto bene ed è sempre stato un esempio per me”.

Quando era un adolescente Alberto, oltre a studiare e a frequentare il Conservatorio musicale, ha lavorato come gelataio e cameriere, per poi fare lavori come addetto di un famoso fast food, impiegato e turnista in un azienda chimica.

Ma nel 2008 con la forte crisi di lavoro, arrivata anche in Italia, Alberto ha pensato di trasformare il suo hobby musicale in carriera, facendo parte anche lui dei cantanti italiani in Polonia.

La musica non l’ho mai abbandonata, sin da piccolo ed è stata la mia salvezza. In Italia ci sono tanti cantanti e anche molto più bravi di me, non credo che sarei riuscito lì a farne un lavoro vero e proprio.

 Qui mi occupo solo di musica e sto avendo molte soddisfazioni, grazie anche al meraviglioso pubblico polacco che apprezza quello che faccio e mi da la forza per andare avanti anche nei momenti difficili.

 La differenza sostanziale tra prima e adesso è che prima avevo un lavoro fisso, con uno stipendio regolare, adesso, invece, alla fine di ogni concerto si torna di nuovo disoccupati e ci si deve dare da fare per trovare il prossimo ingaggio.

 Può capitare che serva parecchio tempo tra un concerto e l’altro, quindi si deve imparare a mettere da parte dei soldi per i momenti difficili. Cantanti italiani in Polonia Alberto Amati in radioAlberto in radio

Molti pensano che questo lavoro sia rose e fiori e che comporti stare solo davanti a un microfono a cantare; in realtà la parte più difficile di questo lavoro si fa prima del concerto vero e proprio.

 Si pensa alla promozione sui vari social network, si firmano contratti, poi si passa alla preparazione del repertorio, si fanno tante prove e prima del palco, tanti, a volte tantissimi chilometri, e spesso con condizioni climatiche avverse.

 Però la cosa che mi piace molto è amare ciò che faccio e così la stanchezza si sente meno, per questo ci metto tutto il mio cuore, a differenza di prima”.

Alberto vive a Kielce con quattro gattini, “uno l’ho raccolto per strada durante un allenamento in bicicletta, era piccolo sporco e affamato, non potevo lasciarlo li da solo in balia di automobili e cani randagi”.

Le soddisfazioni nel suo lavoro Alberto le riceve anche quando il pubblico gli chiede una foto e un autografo, infatti, dice “mi emoziono quando mi ringraziano e mi chiedono le prossime date”.

Cantanti italiani in Polonia Alberto Amati firma gli autografi
Alberto mentre firma i cd per il suo pubblico

Alberto è ancora giovane ma, come tanti italiani in Polonia, un giorno vorrebbe tornare a Ravenna e vivere nella sua casa a pochi chilometri dal mare.

Prima di salutarlo gli ho chiesto di darci un consiglio per crearsi una carriera artistica in Polonia:

Riguardo al mio settore rispondo come Domenico Modugno, in una sua vecchia intervista: >fortuna, fortuna ,fortuna<. Aggiungo anche costanza e mai invidia.

Consiglio di andare per la propria strada, ascoltare le critiche ma fregarsene, crederci e non arrendersi mai, neanche quando sembra che tutto sia contro di te. Ascoltate il vostro cuore, cercate la felicità, e imparate ad ascoltare, perché chi lo fa è una persona intelligente”.

Lascia un saluto ad Alberto qui sotto nei commenti e condividi la sua intervista, grazie!

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Autore dell'articolo: Bella Varsavia

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