Le stanze della miniera di sale di Wieliczka

Facebooktwitterpinterest

Tra le cose da fare e vedere a Cracovia ci sono le stanze della miniera di sale di Wieliczka.

E’ una cittadina che si trova a 12km dal centro storico di Cracovia, raggiungibile con l’autobus 304 dal museo nazionale, o dalla Galeria Krakowska, il centro commerciale adiacente alla stazione centrale della città.

La visita delle miniere di sale si può fare con la guida in italiano, e ci sono diversi orari durante la giornata. Comodamente si parte e si ritorna con un pullmino privato.

La miniera di Wieliczka è un monumento storico famoso nel mondo e inserito nel Patrimonio dell’umanità UNESCO.

Da secoli è visitata da milioni di persone, tra cui personaggi illustri, come, ad esempio, Niccolò Copernico, Józef Piłsudski primo maresciallo della Polonia, Karol Wojtyła.

Le stanze o grotte, sono circa 22, e ve ne elenco alcune tra quelle che ho visitato.

Tra quelle più suggestive c’è la sala di Kinga, chiamata grotta Janowice, che fu scavata nella prima metà del XVII secolo.

Stanza di Kinga e nota anche come grotta Janowice

Si assiste ad una vera scena, rappresentata delle figure di sale a grandezza naturale. Raccontano una delle leggende più belle tra le stanze della miniera di sale di Wieliczka, a partire dalla scoperta del giacimento di salgemma in Polonia.

Avvenne sotto il regno di Boleslao il Pudico e sua moglie Kinga, figlia del re ungherese Bela IV.

La leggenda racconta che la dama, promessa sposa di Sandomierz Boleslao, gettò il suo anello di fidanzamento in un pozzo della miniera di sale di Marmarosz, in Ungheria, ricevuta in dote dal padre.

Le venne, in sogno, l’immagine del ritrovamento dell’anello da parte dei minatori della miniera di Wieliczka, in Polonia, dopo un terremoto.

Per questo motivo appena arrivata sul territorio polacco ordinò di scavare nel punto che aveva sognato. I minatori trovarono un grosso masso di sale che, all’epoca, valeva quanto l’oro, e, spaccandosi, fece ritrovare l’anello a Kinga.

Proprio da quel tempo cominciò l’estrazione del sale dalla miniera di Wieliczka ed è una risorsa che abbonda in Polonia.

Nel 1999 Kinga, la patrona dei minatori, è stata canonizzata dal Santo Padre Giovanni Paolo II.

Tra le atre stanze della miniera di sale di Wieliczka troviamo quella dedicata a Niccolò Copernico, l’astronomo polacco che dovrebbe aver visitato nel 1493, quando studiava all’Accademia di Cracovia, che oggi è nota come Università Jagellonica.

Grotta Niccolò Copernico nella miniera di sale di Wieliczka

Questa grotta è stata scavata da un blocco di sale. Viene conservata grazie all’utilizzo di travi e sostegni di legno di pino, che essendo morbido attutisce la pressione della roccia.

La visita alle miniere di sale è imperdibile e consiglio di prenotare in anticipo per avere la guida in italiano.

La grotta Ursula era chiusa quando visitai le miniere e la guida ci ha spiegato che dal 1830 fa parte dell’itinerario turistico, ma a volte le grotte sono chiuse per manutenzione.

Infatti fu chiusa diverse altre volte, e poi riaperta nel 2009, quando, negli anni precedenti fecero lavori di consolidamento.

Passiamo alla grotta Spalone che significa bruciata, perché qui divampò, secoli fa, un incendio che distrusse diverse protezioni.

La stanza è rappresentata da minatori che rischiano la vita, tra crolli e/o fughe di gas.

I cedimenti delle travi di legno possono accadere per gli spazi vuoti che creano i minatori scavando, e così le assi cedono sotto la pressione come se fossero dei piccoli stecchini.

Grotta Spalone con i minatori penitenti

Le esplosioni, invece, accadono perché il metano, più leggero dell’aria, si accumula nelle parti superiori della grotta.

Si sprigiona dalla roccia durante l’estrazione del sale e unendosi all’aria crea una miscela esplosiva, che si aziona con la presenza di fiamma, come le torce usate dai minatori per farsi luce.

Accadeva soprattutto perché all’epoca non si conoscevano le tecniche di ventilazione che usiamo oggi.

Solo i minatori esperti, noti come penitenti, potevano lavorare nella grotta Spalone; indossavano abiti umidi e guadagnavano più di altri, proprio perché il rischio di perdere la vita era alto.

Tra le stanze della miniera di sale di Wieliczka che più mi è piaciuta c’è la grotta di Casimiro il Grande.

Venne intitolata al re nel 1968 per il 600° anniversario della proclamazione dello statuto delle miniere di Cracovia, voluta proprio da lui, per migliorare il controllo amministrativo e normativo delle miniere di Bochnia (la più antica della Polonia che si trova a circa un’ora di macchina da Cracovia) e di Wieliczka.

Grotta Casimiro il Grande

Il sale è sempre stato un bene prezioso, per molti regni, essendo ottimo non solo per il condimento ma anche per la conservazione degli alimenti.

Proprio grazie agli entroiti dovuti al sale, che costituivano un terzo dei profitti dello Stato, si poterono realizzare diversi progetti come nuovi palazzi borghesi per la città e il bellissimo castello del Wawel a Cracovia.

Consiglio di prenotare la visita al castello del Wawel con accesso prioritario e tour guidato in italiano.

Nella stanza, oltre al busto del re, è presente anche un argano a cavallo. La guida del percorso turistico della miniera di sale di Wieliczka mostra come funzionava questo impianto di legno del XVIII secolo, usato per il trasporto del sale dai livelli inferiori a quelli superiori.

La potenza dell’argano raggiungeva una portata di due tonnellate, e grazie a quest’opera di ingegneria si potevano trasportare dei cilindri di sale enormi, nominati bambocci (e qui è scoppiata una risata dal gruppo di visitatori!).

E proprio questo stesso gruppo di visitatori ha esclamato in coro un sonoro WOW quando siamo arrivati alla cappella di Santa Kinga.

Cappella di Santa Kinga

Credo sia il luogo più fotografato durante la visita e merita veramente di restarci qualche minuto in più, come, infatti, è concesso.

Non saprei da dove partire per raccontare questa stanza, talmente è bella, e scelta anche per svolgere matrimoni, ad un prezzo, è il caso di dire, visto il luogo, un po’ salato.

L’affitto della sala costa 5000zl (poco più di 1000 euro) ma a questi va aggiunto il costo dell’ascensore, delle stanze per la vestizione, della messa, ecc.

Scendendo le scale il primo colpo d’occhio va sui lampadari, che sono forma da circa duemila cristalli di sale, e pulirli non deve certo essere facile.

Mentre la maggior parte delle persone si dirigeva all’altare io sono rimasta affascinata dal Cenacolo scolpito nel sale.

Tra l’altro, ora faccio una piccola digressione, a Cracovia si trova la Dama con l’ermellino di Leonardo da Vinci, che consiglio di visitare. Potete vederla anche in pochi secondi sul mio canale YouTube, a cui potete iscrivervi.

Per altre foto segui su Facebook Bella Cracovia

Facebooktwitterpinterest

Autore dell'articolo: Bella Varsavia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *