Federica Rispoli, la bella studentessa di Toruń – Lettera aperta

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03.09.2018

Cari lettori di Bella Varsavia,

Mi chiamo Federica, ho 23 anni, sono nata in Polonia, ma cresciuta in Italia, a Como.

Sono nata sotto il segno del Leone, in una calda sera d’Agosto, e come ogni bravo leone sono estroversa, chiacchierona, aperta, ma anche diffidente e attenta.

Sono un’appassionata di serie tv e mi piace leggere. Come la maggior parte delle ragazze, adoro Instagram, credo che la condivisione di foto sia un modo per farci conoscere il mondo, prendere ispirazione per un viaggio, un piatto o un outfit.

studentessa di Toruń

La città in cui vivo si chiama Toruń e dista circa 250 km da Varsavia e 200 da Danzica. La scelta proprio di Toruń  non è stata casuale, visto che questa è la città in cui sono nata e dove ho trascorso la mia infanzia.

Da piccola insieme alla mia famiglia ci siamo trasferiti in Italia, dove ho frequentato tutte le scuole fino all’università. Nonostante questa lontananza, sono sempre rimasta legata alle mie origini, che mi hanno spinta a voler trascorrere insieme alla mia nonna materna intere vacanze estive, di cui conservo dei bellissimi ricordi.

Mi rimangono impressi in mente i pomeriggi trascorsi ad ascoltare i suoi racconti sulla Seconda Guerra Mondiale, oppure quelli passati a leggere libri in polacco per migliorare la mia pronuncia!

Dopo 17 anni passati in Italia e la scelta dell’università sempre più vicino, ho deciso che era arrivato il momento di cambiare qualcosa.

Così è stato. Ora sono una studentessa di Toruń!

studentessa di Toruń

Era marzo 2014, me lo ricordo bene quel pomeriggio, pioveva, faceva ancora un po’ freddo, frequentavo la quarta superiore e sfogliando le pagine delle offerte formative di diverse università, per curiosità aprii anche la pagina web dell’Universita Niccolò Copernico a Toruń. Sinceramente non so ancora spiegarmi, come, perchè, ma so solo che quello stesso pomeriggio decisi che quella sarebbe stata la mia strada. Ovviamente le reazioni delle persone non sono state tutte uguali, chi diceva che era una pazzia, che non mi sarebbe servito a molto, altri invece si dicevano entusiasti di questa mia scelta cosi originale e coraggiosa.

Finito quindi il liceo, pensavo che fosse fatta, bastava il diploma in mano e potevo partire, ma invece non è stato cosi. In Polonia le iscrizioni all’università iniziano a Maggio e finiscono la prima settimana di Luglio, mentre in Italia a Luglio facciamo ancora la maturità. Così sono cominciati i primi problemi burocratici , il diploma originale che non potevo avere in mano subito, certificazioni che non arrivavano… purtroppo capii presto che quell’anno sicuramente non se ne sarebbe fatto niente, e così decisi di iscrivermi all’università a Milano. Scelsi il corso di Lingue e letterature straniere, con polacco e tedesco.

Credo che forse per questo ”piano B” non ho iniziato con l’entusiasmo e la voglia con cui uno dovrebbe affrontare un percorso universitario, sentivo che era solo un ripiego.  L’8 febbraio 2016 il giorno prima dell’esame di letteratura tedesca, in preda all’ansia pre-esame, ripensai se fosse davvero ciò che volessi, e cosi invece di studiare mi immersi di nuovo nella burocrazia polacca e cercai di capire se avevo ancora qualche possibilità. Consultai il Consolato di Milano, per chiedere qualche informazione circa il sistema scolastico e universitario in Polonia. Recuperato il mio diploma, sentivo che ormai una chance di poter entrare la potevo avere anch’io, per cui mi rimaneva soltanto da scegliere il corso di laurea.

studentessa di Toruń

In Polonia infatti non esistono test di ingresso, ma gli studenti entrano nel corso scelto, in base al voto ottenuto alla maturità, nelle materie necessarie per iscriversi a un dato corso. Non avrei per esempio potuto scegliere Giurisprudenza, perchè non avevo la maturità di polacco( equivalente della nostra prima prova) e neppure matematica. Gli studenti polacchi infatti si preparano alla maturità con dei manuali simili a quelli utilizzati dagli studenti italiani per i test di ingresso all’università, perché da quei voti dipende il loro futuro.

La mia scelta allora ricadde su filologia Italiana, un corso in cui gli studenti polacchi studiano la lingua italiana, letteratura, fonetica, storia. Per molti può sembrare un controsenso, trasferirsi in Polonia per studiare italiano, però sapevo che al primo anno tutti  gli esami sarebbero stati  in lingua polacca, cosa che mi avrebbe permesso di esercitarmi con la lingua, imparare a tradurre dal’italiano al polacco e viceversa. Così grazie all’enorme aiuto della commissione dell’università che si occupava delle matricole e alla velocità con cui rispondeva alle mie mail, mi sono finalmente iscritta.

Comprato il biglietto aereo, a settembre del 2016 sono partita alla volta della fredda Polonia sulle note della canzone di Cesare Cremonini

“Buon viaggio

Che sia un’andata o un ritorno

Che sia una vita o solo un giorno

Che sia per sempre o un secondo”…

Come prima cosa dovevo pensare alla carta d’identità, e ricordo ancora il giorno in cui andai in comune e la signora allo sportello mi disse di scrivere un’ autocertificazione, ed era il primo documento che scrivevo in polacco e mentre mi venivano dettate le parole, pensavo solo a come si scrivessero. (Credo che dopo si sia fatta una bella risata a rileggerlo!!!

I primi mesi, a parte l’università, sono stati abbastanza difficili, abbandonare la dieta mediterranea per adottare quella polacca, mi ha portato a mangiare le stesse cose per giorni. Non trovavo gli ingredienti a cui ero abituata, le verdure, il caffè, il pesce. Come tutti noi italiani siamo d’accordo, la cucina polacca risulta più pesante, e calorica rispetto alla nostra. Però con il tempo ci si adatta, e oggi vivo in un mix Italo-polacco che adoro ! Ogni italiano che voglia vivere in Polonia, infatti, credo che debba essere curioso, amichevole e ovviamente se stesso, perché penso che solo mostrando davvero chi siamo possiamo crescere, e conquistare i nostri obiettivi, senza se e senza ma.

studentessa di Toruń
Facoltà di filologia che frequenta Federica

Per quanto riguarda la lingua, nonostante la conoscessi  e non avessi particolari problemi di comprensione, le prime lezioni non sono state cosi semplici come molti pensano. Infatti ricordo benissimo la prima lezione di storia, in cui non ero in grado di prendere appunti in polacco, a scrivere così velocemente, e mentre il professore spiegava io in simultanea traducevo in italiano e poi a casa in polacco. Solo col tempo, con un po’ di esercizio e molta pazienza, imparai a stare al passo durante le lezioni.

La prima sessione di esami come per ogni studente è la peggiore, è quella prima prova per cui o sei dentro o sei fuori.

Con mia grande sorpresa, mi andò benissimo, avevo passato al primo appello tutti gli esami. Ecco anche qui c’è una puntualizzazione da fare; in Polonia non esistono gli appelli come in Italia, la sessione di esami dura due settimane, e si ha una data per ogni esame. Se si viene bocciati, si ripete l’esame durante la sessione di riparazione, che di solito è prevista verso la fine del semestre, a distanza di una settimana dalla fine della prima sessione. Così avviene anche per il secondo semestre, dove però la sessione di riparazione si svolge a Settembre (simile ai debiti al liceo).

In Polonia ogni studente deve essere alla pari con gli esami, si possono avere i “warunek” cioè un esame che non si è passato nemmeno a settembre, da dover dare entro Natale dell’anno accademico nuovo. Gli studenti infatti non possono studiare ed essere al 3 o 4 anno e avere esami del primo da dover ancora dare.

Tornando a me, l’anno di università è passato così bene, che decisi di iniziare in contemporanea  un secondo corso di laurea in relazioni internazionali. Sì esatto avete letto bene, in Polonia si possono frequentare due corsi contemporaneamente, e ottenere così due distinte lauree a distanza di un anno.

Ecco quest’anno, dire che è stato ricco è dire poco!

Frequentando due corsi conosci ancora più persone, facoltà, professori…sono passata da Foscolo a Economia, dalle concordanze dei verbi alla guerra in Ucraina.

Ho iniziato a studiare come richiesto dai miei corsi due lingue straniere, tedesco e francese. Ho frequentato un corso di judo e di postura, durante le ore di educazione fisica obbligatorie al secondo anno di studio. Sono entrata a far parte dell’organizzazione studentesca europea “ERASMUS STUDENT NETWORK”, collaborando con il gruppo che si occupa dell’integrazione degli studenti erasmus con la comunità della città. Abbiamo partecipato a uscite in scuole elementari, medie, asili, in canili etc…

In più ho deciso di diventare “Mentor”, il progetto di ESN più riuscito che con il motto “students help students” fa in modo che ogni studente all’arrivo in un’università abbia un amico, e un punto  di riferimento a cui poter chiedere informazioni, aiuto o semplicemente consiglio, su una scheda sim, un ristorante, un supermercato, un medico.

Attualmente, oltre ad essere una studentessa di Toruń, sono anche coordinatrice del gruppo Social Erasmus della sezione ESN della mia Università e sto preparando tanti progetti da poter proporre agli studenti che arriveranno quest’anno a Toruń.

studentessa di Toruń

Oggi se guardo indietro, rifarei tutto, perché so che è stata la scelta giusta. In questi due anni sono cresciuta, maturata, sono diventata più forte, più aperta, ho imparato ad affrontare le difficoltà senza avere al fianco la mamma o il papà. Certamente una scelta così, comporta alti e bassi, ma sta a noi decidere di voler lottare per quel traguardo, per una meta che a 21 anni, ancora nemmeno conosciamo bene. Credo nelle capacità di molti giovani, che hanno lasciato le loro case, le loro famiglie e i loro amici per inseguire i propri sogni, i propri obiettivi, talvolta costretti, per esigenze lavorative o economiche. Ma niente dovrebbe fermarci a voler scoprire il mondo, i tanti paesi che ne fanno parte, le culture, le lingue, le religioni, gli usi e costumi. Ognuno ha qualcosa da offrirci, ma sta a noi decidere in che misura e come.

Non so se vivrò in Polonia per sempre, forse un giorno partirò  alla volta di un altro Paese, o continente, ma credo di sapere già che comunque andrà un pezzo del mio cuore sarà sempre qui, nella città dei pierniki.

Concludo la mia lettera, e la mia storia da studentessa di Toruń, sempre con le parole di Cesare Cremonini “coraggio lasciare tutto indietro e andare, partire per ricominciare, che non c’è niente di più vero di un miraggio, e per quanta strada ancora c’è da fare…AMERAI IL FINALE.”

Grazie a te Paola e agli amici di BellaVarsavia,

Federica Rispoli

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Autore dell'articolo: Bella Varsavia

4 commenti su “Federica Rispoli, la bella studentessa di Toruń – Lettera aperta

  • Alessandro

    (11 settembre 2018 - 15:50)

    Una scelta coraggiosa, affrontata con lo spirito giusto!
    Brava Federica, il tuo è un bellissimo racconto!

  • Bella Varsavia

    (12 settembre 2018 - 15:16)

    Giovane e già molto in gamba!

  • wiesia julia

    (17 settembre 2018 - 13:02)

    complimenti x il tuo coraggio Friderica…bella storia raccontata

  • Bella Varsavia

    (18 settembre 2018 - 10:16)

    Sì è davvero una ragazza formidabile!

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