Federica Rispoli, la bella studentessa di Toruń – Lettera aperta

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Cari lettori di Bella Varsavia,

Mi chiamo Federica, ho 23 anni, sono nata in Polonia, ma cresciuta in Italia, a Como.

Sono nata sotto il segno del Leone, sono un’appassionata di serie tv e mi piace leggere. Come la maggior parte delle ragazze adoro Instagram.

studentessa di Toruń

La città in cui vivo si chiama Toruń, dista circa 250 km da Varsavia e 200 da Danzica. La scelta proprio di Toruń  non è stata casuale, visto che questa è la città in cui sono nata e dove ho trascorso la mia infanzia.

Da piccola, con la mia famiglia ci siamo trasferiti in Italia, dove ho frequentato tutte le scuole fino all’Università. Sono sempre rimasta legata alle mie origini, infatti ho passato con mia nonna materna diverse vacanze estive.

Mi raccontava episodi della Seconda Guerra Mondiale e leggevamo libri in polacco!

Dopo 17 anni passati in Italia e la scelta dell’università sempre più vicino, ho deciso che era arrivato il momento di cambiare qualcosa.

Così è stato. Ora sono una studentessa di Toruń!

studentessa di Toruń

Era marzo 2014, frequentavo la quarta superiore e sfogliando le pagine delle offerte formative di diverse università, per curiosità aprii anche la pagina web dell’Universita Niccolò Copernico a Toruń.

Quello stesso pomeriggio decisi che quella sarebbe stata la mia strada.

Ovviamente le reazioni delle persone non sono state tutte uguali, chi diceva che era una pazzia, che non mi sarebbe servito a molto, mentre altri si dicevano entusiasti di questa mia scelta cosi originale e coraggiosa.

In Polonia le iscrizioni all’ Università iniziano a Maggio e finiscono la prima settimana di Luglio, mentre in Italia a Luglio facciamo ancora la maturità. Così sono cominciati i primi problemi burocratici…

Il diploma originale che non potevo avere subito, certificazioni che non arrivavano… purtroppo capii presto che quell’anno sicuramente non se ne sarebbe fatto niente, e così decisi di iscrivermi all’ Università a Milano. Scelsi il corso di Lingue e letterature straniere, con polacco e tedesco.

L’8 febbraio 2016 il giorno prima dell’esame di letteratura tedesca, in preda all’ansia pre-esame, ripensai se fosse davvero ciò che volessi, e cosi invece di studiare mi immersi di nuovo nella burocrazia polacca e cercai di capire se avevo ancora qualche possibilità.

Consultai il Consolato di Milano e recuperato il mio diploma, per cui mi rimaneva soltanto da scegliere il corso di laurea.

studentessa di Toruń

In Polonia non esistono test di ingresso, ma gli studenti entrano nel corso scelto, in base al voto ottenuto alla maturità, nelle materie necessarie per iscriversi a un dato corso.

Non avrei potuto scegliere Giurisprudenza, non avendo la maturità di polacco e neppure matematica. Gli studenti polacchi infatti si preparano alla maturità con dei manuali simili a quelli utilizzati dagli studenti italiani per i test di ingresso all’ Università, perché da quei voti dipende il loro futuro.

La mia scelta allora ricadde su filologia Italiana, un corso in cui gli studenti polacchi studiano la lingua italiana, letteratura, fonetica, storia.

Per molti può sembrare un controsenso trasferirsi in Polonia per studiare italiano, però sapevo che al primo anno tutti  gli esami sarebbero stati  in lingua polacca.

Così grazie all’enorme aiuto della commissione dell’università che si occupava delle matricole e alla velocità con cui rispondeva alle mie mail, mi sono finalmente iscritta.

Comprato il biglietto aereo, a settembre del 2016 sono partita alla volta della fredda Polonia sulle note della canzone di Cesare Cremonini

“Buon viaggio,

Che sia un’andata o un ritorno – Che sia una vita o solo un giorno

Che sia per sempre o un secondo”…

Come prima cosa dovevo pensare alla carta d’identità. Ricordo ancora il giorno in cui andai in comune e la signora allo sportello mi disse di scrivere un’ autocertificazione. Era il primo documento che scrivevo in polacco e mentre mi venivano dettate le parole, pensavo solo a come si scrivessero. Credo che dopo si sia fatta una bella risata a rileggerlo!!!

I primi mesi, a parte l’università, sono stati abbastanza difficili, abbandonare la dieta mediterranea per adottare quella polacca, mi ha portato a mangiare le stesse cose per giorni.

Non trovavo gli ingredienti a cui ero abituata, le verdure, il caffè, il pesce. Come tutti noi italiani siamo d’accordo, la cucina polacca risulta più pesante, e calorica rispetto alla nostra. Però con il tempo ci si adatta, e oggi vivo in un mix Italo-polacco che adoro!

Ogni italiano che voglia vivere in Polonia, infatti, credo che debba essere curioso, amichevole e ovviamente se stesso, perché penso che solo mostrando davvero chi siamo possiamo crescere, e conquistare i nostri obiettivi, senza se e senza ma.

studentessa di Toruń
Facoltà di filologia che frequenta Federica

Le prime lezioni non sono state cosi semplici. Mi ricordo la prima lezione di storia, in cui non ero in grado di prendere appunti in polacco. Mentre il professore spiegava io in simultanea traducevo in italiano e poi a casa in polacco. Solo col tempo imparai a stare al passo durante le lezioni.

La prima sessione di esami come per ogni studente è la peggiore, è quella prima prova per cui o sei dentro o sei fuori.

Con mia grande sorpresa, mi andò benissimo, avevo passato al primo appello tutti gli esami.

In Polonia non esistono gli appelli come in Italia, la sessione di esami dura due settimane, e si ha una data per ogni esame.

Se si viene bocciati, si ripete l’esame durante la sessione di riparazione, che di solito è prevista verso la fine del semestre, a distanza di una settimana dalla fine della prima sessione. Così avviene anche per il secondo semestre, dove però la sessione di riparazione si svolge a Settembre (simile ai debiti al liceo).

In Polonia ogni studente deve essere alla pari con gli esami, si possono avere i “warunek” cioè un esame che non si è passato nemmeno a settembre, da dover dare entro Natale dell’anno accademico nuovo. Gli studenti non possono studiare ed essere al 3 o 4 anno e avere esami del primo da dover ancora dare.

Tornando a me, l’anno di Università è passato così bene, che decisi di iniziare in contemporanea  un secondo corso di laurea in relazioni internazionali.

Sì esatto avete letto bene, in Polonia si possono frequentare due corsi contemporaneamente, e ottenere così due distinte lauree a distanza di un anno.

Ecco quest’anno, dire che è stato ricco è dire poco!

Frequentando due corsi conosci ancora più persone, facoltà, professori…sono passata da Foscolo a Economia, dalle concordanze dei verbi alla guerra in Ucraina.

Ho iniziato a studiare due lingue straniere: tedesco e francese. Ho frequentato un corso di judo e di postura, durante le ore di educazione fisica obbligatorie al secondo anno di studio.

Sono entrata a far parte dell’organizzazione studentesca europea “ERASMUS STUDENT NETWORK”, collaborando con il gruppo che si occupa dell’integrazione degli studenti Erasmus con la comunità della città.

In più ho deciso di diventare “Mentor”, il progetto di ESN più riuscito che con il motto “students help students” fa in modo che ogni studente all’arrivo in un’Università abbia un amico.

Questa persona diventa un punto  di riferimento a cui poter chiedere informazioni, aiuto o semplicemente consiglio, su una scheda sim, un ristorante, un supermercato, un medico.

Attualmente, oltre ad essere una studentessa di Toruń, sono anche coordinatrice del gruppo Social Erasmus della sezione ESN della mia Università. Sto preparando tanti progetti da poter proporre agli studenti che arriveranno quest’anno a Toruń.

studentessa di Toruń

Oggi se guardo indietro, rifarei tutto, perché so che è stata la scelta giusta. In questi due anni sono cresciuta e maturata. Di sicuro sono diventata più forte, più aperta, ho imparato ad affrontare le difficoltà senza avere al fianco la mamma o il papà.

Certamente una scelta così, comporta alti e bassi, ma sta a noi decidere di voler lottare per quel traguardo, per una meta che a 21 anni, ancora nemmeno conosciamo bene.

Credo nelle capacità di molti giovani e niente dovrebbe fermarci per scoprire il mondo.

Non so se vivrò in Polonia per sempre, ma credo di sapere già che comunque andrà un pezzo del mio cuore sarà sempre qui, nella città dei pierniki.

Concludo la mia lettera, e la mia storia da studentessa di Toruń, sempre usando le parole di Cesare Cremonini

“coraggio lasciare tutto indietro e andare, partire per ricominciare, che non c’è niente di più vero di un miraggio, e per quanta strada ancora c’è da fare…AMERAI IL FINALE.”

Grazie a te Paola e agli amici di BellaVarsavia,

Federica Rispoli

 

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Autore dell'articolo: Bella Varsavia

6 commenti su “Federica Rispoli, la bella studentessa di Toruń – Lettera aperta

  • Alessandro

    (11 settembre 2018 - 15:50)

    Una scelta coraggiosa, affrontata con lo spirito giusto!
    Brava Federica, il tuo è un bellissimo racconto!

  • Bella Varsavia

    (12 settembre 2018 - 15:16)

    Giovane e già molto in gamba!

  • wiesia julia

    (17 settembre 2018 - 13:02)

    complimenti x il tuo coraggio Friderica…bella storia raccontata

  • Bella Varsavia

    (18 settembre 2018 - 10:16)

    Sì è davvero una ragazza formidabile!

  • Roberta

    (12 ottobre 2018 - 10:09)

    Ma che bella storia! La frase che mi ha colpita di più? “Solo mostrando davvero chi siamo possiamo crescere, e conquistare i nostri obiettivi, senza se e senza ma”, che detto da una giovane ragazza ha ancora più valore. Prenderò spunto da questo atto di coraggio. Perché gli atti di coraggio, nella vita, non devono mancare mai

  • Bella Varsavia

    (12 ottobre 2018 - 16:17)

    E’ vero hai ragione, spesso abbiamo paura dell’ignoto ma solo provando cose nuove possiamo raggiungere nuovi obiettvi.

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