Le incomprensioni e le parolacce polacche

Facebooktwitterpinterest

Ad alcuni di voi sembrerà strano questo mio articolo, ma dopo averne raccontate alcune sulla mia pagina Facebook, adesso vorrei fare una sorta di elenco delle incomprensioni e delle parolacce polacche.

Sarà qui che le aggiungerò man mano, perché son sicura che di altre situazioni particolari me ne capiteranno, tipo Fantozzi!

Vi invito fin da ora a commentare questo articolo, raccontando le vostre situazioni simpatiche, che vi sono successe vivendo in Polonia.

Passo a dirvi la primissima incomprensione capitata a me. Andavo a scuola di polacco, era il mio terzo corso trimestrale e l’insegnante, che ci parlava solo in polacco, ci assegnò una esercitazione.

Dovevamo chiamare un ristorante e prenotare un tavolo oppure ordinare del cibo. Chiamai una pizzeria e dopo aver superato il primo imbarazzo sono riuscita ad ordinare delle pizze. La ragazza al telefono mi risponde con una frase velocissima e parecchio lunga, almeno per me.

Di quella frase capisco solo la parola polacca dostawa e, da romana, d’istinto rispondo “che ne so!”. Però, non so come, alla fine le pizze sono arrivate e abbiamo cenato.

A Varsavia Droga significa strada/tratto, e lo troverete scritto su diversi cartelli.

parolacce polacche
Ci ho messo un pò di tempo per decidere di pubblicare questo articolo sulle parolacce polacche

Ora passiamo ad alcune parolacce polacche:

Kurwa, ormai usata come intercalare, significa puttana, ma è usata anche come porca miseria, che cazzo. A volte sento dei turisti italiani sui tram o sugli autobus dire ad altri “tenetevi in curva”. Ecco in Polonia evitatelo!

Diciamo che ormai la sento dire anche dai bambini mentre giocano al parco (secondo me lo fanno per sentirsi più grandi), ma detta da uno straniero risulta ancora più forte, perché non se la aspettano.

Capita però che a volte la parolaccia si usi come rafforzativo. E’ diverso dire “cosa vuoi?” da “cosa cazzo vuoi?”.

Potreste sentire Kurwa più volte anche passeggiando la sera sul lungo fiume Vistola.

Molto raro sentire una donna polacca dire delle parolacce in pubblico, mentre ad una impreza (festa) potete contarle superando le cento volte. Magari usano delle varianti di Kurwa, ossia Kurczę, Kurka, Kurna, Kurdy, dato che non sono considerate parolacce.

Diciamo che le parolacce polacche di base sono cinque:

chuj (cazzo, chujowo sta per “di merda” ma usata come espressione molto volgare, chuj ci w dupe davvero volgarissima per intendere cazzo al culo);

pizda per indicare la vagina, mentre kurwa la abbiamo già letta sopra;

jebac significa letteralmente “fottere”, usata sia in senso sessuale che in senso metaforico, tipo “rubare”;

perdolic, questo verbo assume vari significati a seconda del prefisso o del suffisso utilizzati col verbo. Ad esempio napierdolic się si usa per intendere ubriacarsi pesantemente. Pierdole to come a dire fanculo sta cosa.

Lody significa gelato, ma dire robic loda è tutt’altro: fare un gelato inteso come atto sessuale, se vuoi scopare a Varsavia

Skakac vuol dire saltare, dupek si usa per dire stronzo, wkurwiac się sta per la forma verbale incazzarsi, skurwysyn significa figlio di puttana.

Con merdac noi italiani potremmo pensare all’atto di far cacca, invece, significa scodinzolare. Per dire merda si usa gowno e la frase polacca Cos jest z gowna sta per dire che qualcosa è fatto male, costruito male, fatto di merda.

Cos jest do dupy lo usano per intendere una cosa che non serve a un cazzo perché è fatta male. Dac dupy se si vuole darla/darlo, concedersi per ricevere in cambio qualche vantaggio o favore.

Dupa si usa per intendere in modo volgare una bella donna attraente (figa/topa direbbe un italiano).

Sucha, non è tra le parolacce polacche, è un aggettivo al femminile per dire secca, ma gli uomini italiani ammiccano intendendo pensare al suca.

Volendo approfondire la vostra lettura vi consiglio questa pagina.

Commentate l’articolo qui sotto e SOLO per stavolta potete dire parolacce!!!

Facebooktwitterpinterest

Autore dell'articolo: Bella Varsavia

Un commento su “Le incomprensioni e le parolacce polacche

  • Enrico

    (5 Giugno 2019 - 22:27)

    Vivo in Polonia da tre anni e mi ero fermato solo ad un paio di parolacce. Questo articolo mi ha aperto un mondo nuovo. Brava Paola sei unica, seguo il tuo blog da due anni e fai un lavoro eccezionale.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *