Una giornata all’Università di Varsavia

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Molto spesso, da quando vivo a Varsavia, diverse persone mi chiedono se ci sono episodi, che a differenza di Roma, mi siano mai capitati e voglio raccontarvi dell’ Università di Varsavia.

Finora la cosa più particolare che mi è successa è stata aver lavorato con Babbo Natale, l’anno appena trascorso.

Da stasera, però, non è più così. Posso aggiungere un’ altra cosa accaduta, che mi ha riempita di gioia, emozione e mi ha fatto venire gli occhi lucidi di commozione. Ho trascorso una giornata particolare all’ Università di Varsavia.

Sono stata invitata dalla Professoressa di italiano dell’ Università di Varsavia ed oggi ho conosciuto un bel gruppo. Studentesse polacche spigliate e simpatiche e studenti polacchi, in minor numero, che hanno però tenuto il passo con le tante chiacchere femminili.

Questo incontro è avvenuto grazie ad un ex studente polacco della stessa facoltà, che ora vive e lavora in Italia, Michał.

Lui è uno dei fan di Bella Varsavia e ha avuto l’idea di mettermi in contatto con la sua insegnante. Ha pensato che ai più giovani suoi colleghi di banco avrebbe fatto piacere passare qualche ora con una madrelingua italiana, visto i loro studi.

Dopo una piccola organizzazione, scegliendo il tempo giusto per il mio intervento, abbiamo scelto la data di oggi. Per tempo giusto intendo dire che non poteva essere un momento di esami, perchè gli studenti sarebbero stati troppo presi dalla preparazione e una giornata “diversa” sarebbe dovuta essere anche molto piacevole, come poi è stata.

Università di Varsavia

Vengo accolta con molto calore dall’insegnante che assentandosi per prendere il pc portatile chiede ad uno dei ragazzi, Adam, di tenermi compagnia. Molto carinamente mi si avvicina e in modo galante si presenta. Una cosa che noto spesso qui a Varsavia, i ragazzi sono cortesi e spesso il venerdì o sabato sera, uscendo con la fidanzata, portano dei fiorellini.

In aula respiro emozione e imbarazzo. Lo capisco, sono stata in quei banchi alla loro età e la sconosciuta deve essere ascoltata. Mi presento, spiego il perché mi trovo in aula con loro e come mai mi trovo a Varsavia.

Mentre cerco i loro occhi ripeto a me stessa, mentalmente, di non parlare in modo veloce, come di solito faccio. Sono studenti al primo anno di Italiano e ci tengono ad ascoltarmi.

Dopo poco l’aula si scalda e vi assicuro che caratterialmente qui non è poi così consueto, anzi. Probabilmente anch’io sono riuscita a metterli a loro agio e ci facciamo qualche risata.

Parliamo un pò di tutto ma soprattutto vogliono sapere notizie del mio Paese. Lo amano, lo apprezzano, ne studiano la lingua definendola musica. Io comincio a sentire gli occhi molto lucidi, tanto che ad un certo punto ho dovuto ammetterlo.

La professoressa era entusiasta di quello scambio tra me e la sua classe, vedendoli reagire positivamente e molto interessati. Hanno fatto molte domande anche sulle differenze e similitudini tra l’ Italia e la Polonia. Due Paesi sempre più vicini, le mie due case.

Hanno voluto sapere se mangio la cucina polacca e cosa mi piace di più e sono stati molto sorpresi di sapere che la apprezzo molto, perché chiunque nel mondo pensa che noi italiani mangiamo solo pasta. Vi assicuro che pure i Pierogi sono molto gustosi.

Alle pareti della classe c’erano appesi dei poster che riportavano date storiche ed episodi noti al mondo. Ho promesso che ci rivedremo parlando di argomenti anche meno noti, che sui libri non si trovano e loro in cambio mi faranno conoscere una Varsavia diversa.

Cosa ne pensi di questa mia esperienza? Lascia un commento qui sotto, grazie!

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Autore dell'articolo: Bella Varsavia

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